QUANDO LA REALTA' SUPERA LA FANTASIA
Un innovativo sistema di irrigazione e di umidificazione ha adattato il clima del vigneto alle esigenze delle delicate uve veronesi.
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lunedì, giugno 16, 2008
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sabato, giugno 14, 2008
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Non posso parlare di una scoperta, ma di una felice rivisitazione: avevo ricordi di profumi e di quantità rimarchevoli di iposolfito, di freschezze unite a corpi significativi; alcune caratteristiche sono state confermate, altre modificate, se non disattese.
Posso concludere che ho assaggiato vini di grande struttura, generalmente eleganti ed accattivanti, in grado di attraversare il tempo con scioltezza, in grado di regalare sensazioni stupende, talvolta, mi si permetta la definizione, intellettuali.
Tokay Pinot Gris Cormier 2003 Appellation Alsace Controlée Domain Etienne Loew: il colore giallo oro pallido s'accompagna a sentori di spezie, fiori, frutta abbastanza matura, miele, agrumi accennati; leggermente balsamico, non offre un naso perfettamente pulito; in bocca, si presenta con poca acidità, leggermente abboccato con gradevoli note amarognole; la confettura d'albicocche lascia il campo ad idee di liquirizia, per un vino un po' greve e poco elegante. 83/100
Gewurztraminer Turckheim 2006 Appellation Alsace Controlée Domain Zind Humbrecht: l'oro carico ben predispone ad accogliere il tipico profumo di rosa e di fiori secchi; abbastanza elegante e fine, giustamente aromatico, con leggero sentore di legno nobile; pur presentando poca rispondenza naso-bocca, risulta equilibrato, con buon corpo, secco e grasso, abbastanza caldo; la sensazione amarognola del pompelmo s'unisce alle note speziate, che permangono a lungo; ancora giovane, deve affinarsi per altri anni. 86/100
Pinot Gris Clos Windsbuhl 2002 Appellation Alsace Controlée Domain Zind Humbrecht: oro pallido per un vino dalla pefetta rispondenza naso-bocca; fine ed elegante, minerale, ricco di sensazioni fruttate tra le quali emergono il melone bianco e la frutta tropicale; note di pasticceria, di frutta dolce candita, di lieve tostatura per un vino fresco e di lunga persistenza. 88/100
Riesling Clos Häuserer 2005 Appellation Alsace Controlée Domain Zind Humbrecht: il vitigno fuoriesce con tutta la sua sottile potenza, caratterizzato da idee d'idrocarburo e cera d'api per mobili; fine, affilato ma complesso, deliziosamente agrumato; la buccia del limone s'accompagna al ricordo del cedro, la nota acida dà sensazioni di freschezza, tra le quali primeggia il licys; anche se già d'ottima struttura, è un vino non ancora maturo, che fa intravedere gli sviluppi futuri, sicuramente grandi. 86/100
Gewurztraminer "Hugel" Vendange tardive 2002 Appellation Alsace Controlée Hugel & Fils: si trovano qui le caratteristiche del traminer aromatico espresse in modo elegante e completo! più che un vino, sembra di essere al cospetto di acqua di rose! i fiori freschi, le erbe oficinali, le spezie orientali, il pepe bianco abbondano, inondano il naso e lo saturano; ciò che il naso propone è mantenuto, se non amplificato, dalla bocca; è grasso, complesso, vellutato, avvolgente, elegante, fresco; ricorda la mostarda di melone acerbo, il miele leggermente amaro, una torta al limone, la pasticceria fine; la vendemmia tardiva si fa sentire prepotente ma non stucchevole. 93/100
Riesling "Hugel" Sélection de Grains Nobles 1995 Appellation Alsace Controlée Hugel & Fils: il colore oro carico ricorda quello dello zafferano, presente per altro al naso, insieme alla cera d'api e ad ad altre spezie, tra le quali il curry; equilibrato, elegantissimo, irruente e con finale interminabile; si notano sentori di nocciola, caramello, miele, albicocca, crema pasticcera, pesca sciroppata; il tutto amalgamato dall'acidità equilibrata e raffinata; per la complessità, ricorda un vino di Sauternes. 96/100
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venerdì, giugno 13, 2008
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Etichette: Alsazia, DEGUSTAZIONE, vino
Esistono ancora notizie che sorprendono, anche se ormai ci si è abituati a tutto?
Purtroppo, la risposta, anche se retorica, è sì!
Mi riferisco al Miglior Spumante Metodo Charmat 2008 selezionato e premiato da una giuria in occasione di Vitignoitalia, tenutasi a Napoli dal 26 al 28 maggio scorsi: il Prosecco Cuveè Brut di Carpenè Malvolti.
Ora, si badi bene, non ho nulla contro questa storica Azienda, anzi: ritengo, da sempre, che ci si debba togliere il cappello di fronte a produttori che mettono in commercio milioni di bottiglie mantenendo uno standard qualitativo di tutto rispetto; esistono esempi eclatanti nella Champagne, solo per fare un esempio universalmente noto.
Ma mi domando, anche se sono convinto che nessuno mai mi risponderà in modo esaustivo, quale fosse la rosa dei partecipanti a tale competizione e quali fossero i criteri di giudizio.
Conosco personalmente numerosi spumanti ottenuti secondo il metodo Martinotti che raggiungono livelli d'eccellenza, al punto che talvolta possono competere ad armi pari con quelli prodotti secondo il metodo classico!
Perciò, sono del parere che sarebbe stato più corretto aggiungere qualche parola in più al titolo del concorso, per far comprendere che s'intendeva premiare chi si distingue nella grande produzione.
Mi sembra che questo riconoscimento, sicuramente meritato da Carpenè Malvolti, non riconosca gli sforzi immani di quei produttori, più piccoli e numerosi, che mettono sul mercato spumanti d'alta qualità, che in questo modo si sentono ancor più confinati in una sorta di limbo per soli eletti.
Raggiungere l'equilibrio tra la ricerca spasmodica della "chicca" e l'accettazione del prodotto onorevole è certamente difficile, ma ritengo che una dose maggiore d'onestà intellettuale non guasterebbe, soprattutto nel meraviglioso mondo del vino, e delle "bollicine".
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giovedì, giugno 05, 2008
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I boschi dell'oasi
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giovedì, maggio 22, 2008
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Etichette: Forteto della Luja, vino

Le valutazioni delle preparazioni sono:
meno di 75: inqualificabile, piatto sbagliato
75 - 79: non suscita particolari emozioni o piatto da grandi pretese non riuscite
80 - 85: suscita qualche interesse, corretta esecuzione o pretese a metà strada
86 - 90: interessante, corretta esecuzione, ben costruito e assemblato, gustoso, buona materia prima esaltata dalla cottura e dagli accostamenti; pretese coerenti
91 - 95: suscita grand’emozione, rimane in memoria per l’armonia e l’equilibrio della sua realizzazione; basilare la parte estetica e l’impronta personale dello chef
96 - 100: suscita un’emozione indelebile, colpisce il palato, il cuore e la mente, è un’opera d’arte
Qui è possibile leggere maggiori indicazioni sui criteri adottati.