sabato 27 aprile 2013

UNA GUIDA PER GLI ACCOSTAMENTI

Ho appena reso disponibile in formato elettronico il libro che ho scritto qualche anno fa e che è andato esaurito nella sua forma cartacea.
Si tratta de "Il Vino Giusto", disponibile su Amazon per i lettori Kindle.

A breve sarà disponibile anche nel formato Epub, per tutti gli altri ereader.

E' possibile acquistarlo a questo indirizzo:
http://www.amazon.it/Il-vino-giusto-ebook/dp/B00CFKPVU2


Valido strumento per facilitare gli accostamenti vino-cibo, il libro elenca 725 vini italiani e 340 possibili preparazioni, per un totale di più di 2800 combinazioni.
Di ogni vino è riportata una sintetica scheda organolettica per fornire ulteriori informazioni.
Per ogni vino sono proposti quattro accostamenti, dei quali uno ideale.
La scelta è dettata dall'analisi delle componenti del piatto e delle caratteristiche organolettiche e chimiche del vino, senza per altro esprimere giudizi inappellabili, poiché i gusti sono squisitamente personali e come tali devono essere rispettati.
I suggerimenti forniscono utili indicazioni per evitare errori grossolani, che potrebbero limitare i piaceri della tavola.

Ogni commento sarà il benvenuto, anche perché permetterà il possibile aggiornamento futuro.
Buona lettura!


venerdì 12 ottobre 2012

CHAMPAGNE AL CASTELLO

Domenica 7 ottobre ho avuto l'opportunità di partecipare a Fontanellato, Parma, alla manifestazione "TerraBolleRocca" all'interno del magnifico castello posto al centro del paese, la Rocca San Vitale.
L'evento è stato organizzato da Maurizio Cavalli Distribuzione.


Un tripudio di bollicine francesi, quasi tutte della Champagne, ha messo a dura prova la resistenza e la capacità di rimanere sufficientemente oggettivo nei giudizi, poiché s'è trattato di passare da un gioiello ad un altro. Le maison erano per la maggior parte di piccole-medie dimensioni, ma grandi per la qualità.


La mappa ufficiale del CIVC delle zone della Champagne

Per ogni produttore indico la zona, la sottozona ed il comune secondo la più recente catalogazione approvata da CIVC.

Vallée de la Marne Ouest

Alain Mercier
Vallée de la Marne Ouest - Boucles de la Marne - Passy-sur-Marne
Cuvée Emile Brut s/a - vini del 2008 + riserve - dosaggio 7 g/l
Pinot Meunier 100%
Sono pochi i produttori che vinificano in purezza il Pinot Meunier, uva dalle spiccate doti speziate e vegetali che necessita di sapienza per essere valorizzata e, mi si permetta, addomesticata. In questo caso i caratteri del Meunier esplodono con toni aggressivi non disgiunti da note di rara eleganza; è verde, speziato e balsamico, ricco di rimandi al cioccolato fondente ed alla ciliegia sotto spirito, al punto che ti sembra di stare assaporando un boero! La bocca è piena, pastosa, il gas è equilibrato, le note acide fanno da sfondo ad un vino di rara fattura.
Voto: 90/100
Vallée de la Marne Est

Jacky Charpentier
Vallée de la Marne Est - Vallée Moyenne de la Marne - Villers-sus-Chatillon
Réserve Brut s/a - dosaggio 9,5 g/l
Pinot Meunier 80% - Pinot Noir 20%
Vino fine, elegante, citrino, equilibrato, normalmente buono!
Voto: 86/100
Cuvèe Pierre-Henry Brut s/a - dosaggio 9 g/l
Identico assemblaggio del precedente, emoziona per le doti speziate e la ricchezza avvolgente: A tratti sottile, dispiega da subito la propria potenza discreta, il giusto equilibrio acido ed il corpo di tutto rispetto. Uno Champagne che si potrebbe definire tipico della Vallée de la Marne quando è utilizzato a maggioranza il Meunier smorzato dal Pinot Noir.
Voto: 90/100

Alexandre Filaine
Vallée de la Marne Est - Vallée Moyenne de la Marne - Damery
Cuvée Speciale Brut s/a - dosaggio 4,5 g/l
Pinot Noir 40% - Pinot Meunier 25% - Chardonnay 35%
Prodotto onesto e convincente, grasso in bocca, saporoso, abbastanza agrumato con lievi accenni di tannicità in un corpo medio; l'anidride carbonica, un po' troppo esuberante, disturba l'assaggio.
Voto: 83/100
Cuvée Confidence Brut s/a - dosaggio 2,5 g/l
Pinot Noir 40% - Pinot Meunier 25% - Chardonnay 35%
Secco, abbastanza equilibrato e complesso, propone una bella acidità che a lungo persiste per poi stemperarsi in note che ricordano i prodotti di pasticceria, come la torta al limone.
Voto: 86/100
Lamiable
Vallée de la Marne Est - Boucles de la Marne - Tours-sur-Marne
Grand Cru Extra Brut s/a - dosaggio 4,5 g/l
Pinot Noir 60% - Chardonnay 40%
Ottimo assemblaggio, con i due vini in equilibrio che riescono ad essere riconosciuti con piacere. Buona la complessità e l'insieme, soprattutto le doti di freschezza e di leggera citazione dei lieviti; un poco stonata la presenza dell'anidride carbonica, si direbbe non perfettamente amalgamata. Un buon classico prodotto.
Voto: 85/100 
Gatinois
 Vallée de la Marne Est - Entrée de la Vallée de la MarneAÿ
Grand Cru Millésime Brut 2006Pinot Noir 85% - Chardonnay 15%
Secco in modo quasi imbarazzante, tagliente come una katana giapponese, pulito, netto, cristallino nel suo essere essenziale. La dose dei tannini è consistente e non disturba, anzi; la componente citrina fodera le mucose, che in successione sono poi rivestite dalla seta del Pinot. Un grande Champagne da tutto pasto e da bersi da solo, per il piacere di vivere un'esperienza difficilmente dimenticabile.
Voto: 90/100
Vazart-Coquart
 Vallée de la Marne Est - Entrée de la Vallée de la Marne - Chouilly
Le uve provengono principalmente dalla Côte des Blancs.
Grand Cru Blanc des Blancs Réserve Brut s/a - dosaggio 8 g/l
Chardonnay 100%
Invadente la nota acida del pompelmo che tende a sopraffare il tutto, ma dopo pochi secondi si riescono ad apprezzare le caratteristiche fruttate e morbide del vitigno; ottimo vino, ma con limitata personalità.
Voto: 86/100
Grand Cru Blanc des Blancs Spécial Club Brut 2005 - dosaggio 8 g/l
Come è noto, sono solo 26 i produttori, tutti rigorosamente Récoltant-Manipulants, che possono far parte dello "Special Club", che ha regole assai severe riguardo la qualità e la rappresentanza del terroir.
Questo Champagne è di grande classe, esaustivo e senza sbavature, lo Chardonnay sviluppa tutte le proprie potenzialità con eleganza, in perfetta fusione: cremoso, complesso, elegante, avvolgente, fruttato e speziato; noti la creme brulee, il cacao, appena il te ed il caffè; agrumi deliziosamente amarognoli t'accompagnano nella scoperta di note fresche rassicuranti, come è rassicurante la sensazione di sazietà finale.
Voto: 91/100
Laherte Freres
Vallée de la Marne Est - Les Vallées du Cubry et du Darcy - Chavot
Blanc de Blancs Brut Nature s/a - vini del 2007 e 2008
Chardonnay 100%
Notevole la pastosità e l'equilibrio generale, soprattutto tra le componenti fruttate e l'acidità da arancia matura. La frutta tropicale stramatura ed una certa dose di sapidità sono assai gradevoli, sottolineate dalla secchezza tagliente e dalla mancanza della liqueur d'expédition.
Voto: 87/100
Millésime Prestige Brut 2005 - dosaggio 3 g/l - sboccatura gennaio 2012
Chardonnay 85% - Pinot Meunier 15%
Ampio e maturo, cremoso, pastoso e quasi grasso, la presenza del Meunier bilancia e limita l'eccesso di fruttato dello Chardonnay, conferendo note di secchezza di tutto rispetto. Una certa dose di spezie vanno a braccetto con il gradevole agrume e con la crema pasticcera caramellata. I vini base non hanno subito la malolattica.
Voto: 90/100

Josè Michel
Vallée de la Marne Est - Les Vallées du Cubry et du Darcy - Moussy
Special Club Brut 2005Pinot Meunier 50% - Chardonnay 50%
Uno Special Club che appare non molto elegante, privo di quelle note superiori che caratterizzano questi vini d'eccellenza: forse la presenza massiccia del Meunier ha giocato un ruolo per così dire limitante, se non negativo. È comunque ottimo e strutturato, speziato e vegetale come si conviene, ma ...
Voto: 84/100 

Montagne de Reims

Sadi Malot
Montagne de Reims -Grande Montagne - Villers-Marmery
Premier Cru Blanc de Blancs Vieille Reserve Brut s/a - vini del 2007 + riserve - dosaggio 8 g/l
Chardonnay 100%
Stupisce la limitata espressione dello Chardonnay in questo vino abbastanza secco, citrino, sorbevole ma avaro d'emozioni e di ricordi.
Voto: 82/100
Premier Cru Blanc de Blancs Brut 2007 - dosaggio 7 g/l
Decisamente magro, sia al naso sia in bocca, si fa bere ma lascia tracce con difficoltà.
Voto: 81/100
Marie-Noëlle Ledru
Montagne de Reims - Grande Montagne - Ambonnay
Grand Cru Extra Brut s/a
Pinot Noir 85% - Chardonnay 15%
Vino di rara eleganza ed equilibrio, di lunga persistenza, ricco e diffusamente citrino con fondo amarognolo di pompelmo; il corpo possiede buona consistenza, anche se sembraessere in bilico tra il medio ed il magro; in bocca si stratifica, lasciando cogliere le differenti componenti.
Voto: 88/100
Gran Cru Blanc de Noirs Cuvée du Goulté Brut 2007
Pinot Noir 100%
Uno Champagne praticamente perfetto: entusiasma per la finezza unita ad un corpo quasi possente, per l'impressionante sequenza di spezie che sfumano nel cacao e nel caffè; la freschezza si sposa all'effervescenza misurata e stupiscono i lievi tannini, che puliscono la bocca e permettono di soffermarsi sulle tracce saporose che a lungo permangono.
Voto: 93/100
Jean Vesselle
Montagne de Reims - Grande Montagne - Bouzy
Oeil de Pedrix Brut s/a - dosaggio 6 g/l
Pinot Noir 100%
Affascinante il vago colore rosa antico di questo Champagne! Leggere sfumature guizzano nel bicchiere e ipnotizzano, spiazzano.... Ma poi lo si assaggia e si rimane senza parole, completamente rapiti dal succedersi delle sensazioni che si trasformano in emozioni olfattive e gustative. Superbo ed austero, potente e discreto nel raccontarsi, si percepiscono le multiformi sfumature del Pinot Noir; l'acidità diventa morbida, la secchezza s'evolve in velluto setoso, un che di vinoso fa capolino ed apre la porta all'ingresso delle componenti speziate e balsamiche...
Voto: 92/100
Côte des Blancs
Lancelot-Pienne
Côte des Blancs - Cramant
Grand Cru Blanc des Blancs Cuvée Table Ronde s/a - dosaggio 7 g/l
Chardonnay 100%
Esuberante, gradevole, citrino, abbastanza tipico della zona, ben fatto ma povero d'emozioni.
Voto: 82/100
Grand Cru Blanc des Blancs Cuvée Marie Lancelot Brut 2006 - dosaggio 7 g/l
Un buon Chardonnay con gradevole evoluzione ed apprezzabili note di lievito, rassicurante nel suo essere per così dire standard.
Voto: 84/100
Bonnet-Gilmert
Côte des Blancs - Oger
Grand Cru Blanc des Blancs Cuvée de Reserve s/a - vini del 2006 e 2007 - dosaggio 5 g/l
Chardonnay 100%
Pienamente riconoscibile l'uva, che dona sentori di frutta matura e tropicale uniti al cacao, caffè, crema pasticcera; assai gradevole l'agrumato che caratterizza l'acidità discreta, quasi sommessa; il vino entra in bocca con irruenza, poi s'allarga e diventa quasi morbido e vellutato. Un tipico rappresentante dei sapori tipici della Côte des Blancs.
Voto: 84/100
Grand Cru Blanc des Blancs Cuvée de Réserve 2006 - dosaggio 6 g/l
Chardonnay 100%
Tutte le caratteristiche della Cuvée non millesimata si ritrovano qui amplificate, con l'aggiunta di note amarognole che danno un tono di austerità, quasi di severità, ad un vino secco e tagliente. È uno Champagne classico, che lascia la bocca asciutta e netta, abbastanza soddisfatta.
Voto: 88/100
J.L. Vergnon
Côte des Blancs - Le-Mesnil-sur-Oger
Grand Cru Blanc des Blancs Eloquence Extra Brut s/a - vini del 2007 più 25% vini di riserva - dosaggio 3 g/l
Chardonnay 100%
Secco, austero, crudele, tagliente come una lama di rasoio, è uno Champagne non facile, poiché richiede attenzione, concentrazione ed una buona esperienza degustativa. Un vino maschile, duro ed esasperato nel suo andare dritto allo scopo di colpire e sorprendere; unica manchevolezza, l'esiguità dei profumi, ma è un peccato veniale, a fronte del'immagine possente che rappresenta.
Voto: 90/100
Grand Cru Blanc des Blancs Résonance Brut 2006Chardonnay 100%
Un altro vino austero e severo, che tuttavia non ha ancora sviluppato tutte le potenzialità: è probabile che necessiti di ulteriore tempo in bottiglia.
Voto: sospeso
Sézannais et Vallée du Petit Morin
Jaques Copinet
Côte de Sézanne - Montgenost
Blanc des Blancs Cuvée Marie Etienne Brut 2004 - dosaggio 7 g/l
Chardonnay 100%
Il finale è caratterizzato da un amaro erbaceo, mentre permane gradevolmente la buona acidità, essenzialmente d'agrume; poco cremoso, abbastanza timido nell'elargire profumi, a tratti scorrevole.
Voto: 81/100
Côte de Champagne

Jean Velut
Côte de Champagne - Montgueux
Millésime Brut 2005Chardonnay 100%
Secco e fruttato, fresco, assai gradevole con apprezzabili note vegetali, rappresenta degnamente il terroir dei dintorni di Troyes. Ottimo prodotto, versatile e rassicurante nella sua apparente semplicità, che richiede un poco d'attenzione per trasformarsi in buona complessità.
Voto: 86/100

Côte des Bar
Vincent Couche
Côte des bar - Trois Vallées - Buxeuil
Zero Dosage s/a - vini degli anni 2000-2001-2003
Pinot Noir 70% - Chardonnay 30%
L'ingresso in bocca è un po' problematico per la notevole acidità, che in seguito si stempera e diventa meno aggressiva. Presenta buona persistenza, il corpo è medio, quasi magro, i profumi sono abbastanza limitati. È comunque gradevole e beverino, non impegnativo.
Voto: 84/100

giovedì 4 ottobre 2012

BRUNO PAILLARD - NEC PLUS ULTRA 1999

Avevamo già scritto del capolavoro di Bruno Paillard qui, colpiti dalla cascata di sensazioni.

Ieri ci è stata offerta l'opportunità, ed il privilegio, di assaggiare la nuova annata posta in commercio, quella del 1999.
Innanzitutto, s'è verificata la conferma dei giudizi espressi a suo tempo, ma poiché la nevrosi della ricerca della perfezione è sempre in agguato e non si riesce, o non si vuole, tacitarla, ci armiamo di una potente lente d'ingrandimento per poter scovare non diciamo un pelo nell'uovo, ma una molecola del suddetto crine.
Morbido e potente, acidulo e raffinato, complesso e progressivo, vinoso e soave, eccetera eccetera.
La vendemmia del 1992 è stata eccezionale, quella del 1996 meno, a detta di Bruno Paillard, presente alla degustazione. "...e si sente!..." qualcuno dei presenti ha affermato, sicuro del fatto suo, dopo aver bevuto, non assaggiato!, in fretta in mezzo a tanta gente stipata in poco spazio e immerso in una certa confusione: converrete che erano le condizioni ideali per apprezzare le più minuscole sottigliezze.

Noi ci limitiamo a dire che è ancora troppo giovane, che necessita di qualche anno in più di riposo in bottiglia, ma che nonostante ciò rimane uno Champagne emozionante.

Ha evocato l'immagine di una molla compressa, pronta ad espandersi con misurata ma ineluttabile violenza.
Speriamo di tornare ad incontrarlo tra qualche anno per assaporarne l'evoluzione.

venerdì 28 settembre 2012

ITINERARIO LIGURE

Si tratta, purtroppo, d'un viaggio virtuale, solo sensoriale, guidato con passione da Andrea Briano, Delegato Onav per la provincia di Savona.
Dopo un'approfondita descrizione delle caratteristiche geologiche e climatiche delle diverse zone, sono state aperte ben 14 bottiglie: Andrea ne aveva portate 21!
Non era da molto che avevo incontrato questi vini, ma quello che è stato molto interessante, ed istruttivo, è aver potuto verificare lo stato dell'arte della produzione enoica ligure.
Di seguito riporto alcune note di degustazione.

Vigna Sorì 2011Poggio dei Gorleri, Vermentino Doc Riviera Ligure di Ponente 
Lavorato interamente in acciaio, si presenta fine, elegante, non molto ricco, fruttato ed appena speziato, con spiccate note minerali. Ricorda fiori di campo, erba appena tagliata e subito la memoria ti presenta il riesling, al quale è scorretto paragonarlo, ma, si sa, la mente ogni tanto gioca con noi.
Gradevole è la corrispondenza naso-bocca, così come la piena sensazione di grassezza e, di nuovo, la mineralità assai evidente. M'è piaciuto molto l'alcol, rotondo e morbido, da raffinato distillato.
Voto: 84/100

Colla Micheri 2010, Cascina Praié, Vermentino Doc Riviera Ligure di Ponente
Le viti di circa 35 anni insistono su terreni misti, limosi e calcarei, coltivate nei comuni di Andora e Testico. Le uve subiscono macerazione pellicolare in pressa per 12 ore ed i mosti fermentano e sono mantenuti, con batonnage, in acciaio. Successivamente, il vino è travasato in botti con l'aggiunta di lievito di birra: Massimo Viglietti sostiene che i lieviti formino una sorta di pellicola sulle pareti delle botti ed evitino l'eccesso di sentori di legno nel vino finito, pur aggiungendo complessità ed eleganza. Prima dell'imbottigliamento, il vino è microfiltrato e accetta l'aggiunta d'una piccola quantità di vino mosto proveniente dalla stessa partita, come liqueur per dare 2 gr/lt di zuccheri.
All'assaggio, il vino risulta morbido, rotondo, complesso, con vaghi sentori di legno. Entra in bocca e sembra che la voglia abbandonare in fretta, ma poi s'apre e la pervade tutta, regalando ottime sensazioni tipiche del vitigno, compresa quella punta di minerale che distingue il Vermentino.
Voto: 82/100

Acini rari 2008, Rocche del Gatto, Vermentino Doc Riviera Ligure di Ponente 
Colore giallo oro affascinante fanno da cornice a profumi eleganti e compositi, che ricordano la frutta tropicale, la crema caramellata, un non so che di fumé, accompagnati dalla presenza discreta ma determinante delle note minerali. L'assaggi e la bocca è letteralmente invasa, occupata con un'irruenza che sorprende; è fresco, correttamente acidulo, beverino, perennemente in bilico tra il secco ed il morbido. Si tratta d'un vino che lentamente sìè evoluto e che continuerà a farlo per altri anni.
Una volta di più Fausto De Andreis ha saputo far convivere la perfetta pulizia alla pura tipicità.
Voto: 88/100

Il Canneto 2011, Cascina Praié, Pigato Doc Riviera Ligure di Ponente 
Provengono da Testico le uve che subiscono, per il 50%, macerazione fermentativa per circa 3 giorni, come se fossero rosse; terminata la macerazione la massa, dopo pressatura, è trasferita in tonneaux austriaci di legno di acacia non tostati; al termine della fermentazione, batonnage settimanale per circa 4 mesi e successivo trasferimento in acciaio; tutte le fasi di questa vinificazione sono condotte senza l’uso della solforosa. Si esegue l'unione delle 2 vinificazioni.
Non deve trarre in inganno il colore chiarissimo, che contrasta con la dichiarata macerazione sulle bucce; è un Pigato aromatico con sentori netti di salvia, rosmarino, erbe oficinali, tiglio e fiori carnosi; gli aromi evocano sensazioni gustative dolci, che puntualmente si presentano in modo discreto. Grasso e pastoso, è apprezzabile la nota amarognola che unita alla giusta acidità conferisce eleganza; lo bevi e la bocca rimane asciutta e netta, e ti viene desiderio di riempirla di nuovo.
Voto: 89/100


Pigato 2011 Doc, Tenuta Maffone, Riviera Ligure di Ponente
Da vigne poste a 700 metri arrampicate sui ripidi pendii terrazzati, questo vino ha sorpreso ed affascinato, soprattutto per la sua mineralità, che lo rende austero e crudele nell'affermarsi, non permettendo di divagare. Ha profumi dolci e delicati di mela e di erbe aromatiche, che sfumano in quelli dell'uva. La bell'acidità lascia momentaneamente il posto all'alcol rotondo, per poi riappropriarsi della bocca e lasciarla ampiamente soddisfatta.
Voto: 87/100

Torre Pernice 2008, Sartori, Pigato Doc, Riviera Ligure di Ponente
Il colore oro ha messo in allarme, così carico e denso: ed infatti, il naso riconosce note ossidative con una certa presenza di volatile. Purtroppo, è un vino sul viale del tramonto, se non già tramontato.
Voto: NC

Vermentino 2011 Doc, Lunae, Colli di Luni
Là dove la Lunigiana incontra il mare si trovano i Colli di Luni, emozionante spettacolo di stretti terrazzamenti che moltiplicano la superficie delle colline, a prezzo di secolari sacrifici e sudori. Questo Vermentino è pressoché perfetto, riesce a riunire tutte le migliori, e tipiche, caratteristiche dell'uva, sapientemente preservate e valorizzate dall'Azienda Lunae. Tripudio di fiori e di frutta intimamente legati alle note minerali; lo assaggi e ti sorprende per la sequenza delle sensazioni, così ricche e composite; a titolo d'esempio ricordo la noce, la mandorla, un che di crema pasticcera ed un finale amaricante; affascinante la qualità dell'alcol, degno di un grande distillato.
Voto: 90/100

Ormeasco di Pornasco Doc 2009, Durin, Riviera Ligure di Ponente
Sembra che l'uva Ormeasco sia stata importata intorno al Mille in Liguria dagli Arabi in un borgo chiamato Ormea e sembra che sia imparentato con il Dolcetto, col quale condivide parte del codice genetico. La bottiglia che è stata degustata non ha particolarmente entusiasmato, nonostante i profumi vinosi e fruttati, per altro conditi da note di medicinale non gradevoli. In bocca s'è subito smontato nelle sue componenti, lasciando mediocri ricordi.
Voto: 78/100

Cervorosso 2010, Cascina Praié, Colline Savonesi Igt
Frutto dell'unione di Sangiovese, 80%, e Syrah, 20%, è un vino delicatamente speziato che ricorda il pepe ed il chiodo di garofano, contornati da fiori rossi e frutta ben matura. Fondamentalmente corretto con bella chiusura amarognola, è gradevole ed onesto, fatto per piacere senza impegnare più di tanto il bevitore.
Voto: 83/100

Sciurbì 2009, Cascina Praié, Colline Savonesi Igt
Granaccia in purezza, sfrutta in buona misura i caratteri del vitigno. Si presenta austero, appena scostante al naso per certe note aggressive e confuse. In bocca è abbastanza morbido con gradevoli note vegetali: lo si potrebbe definire ruffiano o, se la definizione appare troppo forte, piacione.
Voto: 84/100

Rossese di Dolceacqua Doc 2011, Poggi dell'Elmo
Appena accosti il naso al bicchiere sei colpito dal profumo inconfondibile del melograno, seguito da spezie che ti rimandano ai tropici; poi, cogli i fiori di campo e l'erba bagnata dal temporale. Lo assaggi e lo trovi onesto, immediato, assai gradevole nella sua disarmante semplicità, che ti coinvolge.
Voto: 82/100










lunedì 23 luglio 2012

INCONTRO DEL TERZO TIPO CON IL BRAMATERRA


So per certo che mi saranno perdonati il ritardo col quale ne parlo ed il titolo holliwoodiano, ma ......
Tempo fa ho partecipato ad una serata dedicata solo al Bramaterra; ero convinto di aver perduto gli appunti, ma, ritrovatili, non posso passare sotto silenzio emozioni e sorprese così interessanti.
Per ogni vino indico anche la zona di produzione, poiché permette d'apprezzare, ancora una volta, le differenze generate dai suoli differenti.
Casa del Bosco di Mattia Antoniotti, Bramaterra 2008 - Sostegno
Nebbiolo 70%. La macerazione, 18 giorni, e la successiva fermentazione avvengono in vasche scavate nella roccia viva, poi il vino riposa per circa tre anni in botti di media grandezza. Gioiosamente giovane, minerale, con tannini molto promettenti accompagnati da una buona acidità, tipica del vitigno. Voto 86/100
Baldin, Bramaterra 2008 - Lozzolo
Vino scorrevole, quasi acquoso, dai profumi limitati e tannini non invadenti, tende ad abbamdonarti presto. Voto 80/100
Colombera, Bramaterra 2007 - Masserano
Nebbiolo 70%, da agricoltura biodinamica: 15 giorni di macerazione in vasche d'acciaio e successivi 20 mesi in legno.Profumi di frutta matura e fresca lasciano il posto a spezie delicate, è un vino minerale dai tannini morbidi, con una leggera nota dolce nel finale ed un principio d'evoluzione; ottimo futuro. Voto 88/100
Tenute Sella, Bramaterra 2007 - Villa del Bosco
Un poco chiuso, poi s'apre con discrezione, proponendo ricchezza di sentori ed accentuata morbidezza; anch'esso presenta buona mineralità, speziatura contenuta e frutta matura, quasi in confettura; la tannicità è gradevole e misurata. Voto 88/100
Mussa, Bramaterra 2007 - Lozzolo
Decisamente ferroso, molto interessante, vinoso, complesso, fruttato, assai unico nelle sue differenti componenti, a tratti sorprendente. Voto 89/100
Vampari, Bramaterra 2007 - Masserano
Stupiscono, ed affascinano, i profumi di fiori appassiti, la varietà delle spezie, l'eleganza, la completezza generale; un tipico rappresentante di questa tipologia. Voto 87/100
La Ronda di Barboni, Bramaterra 2006 - Roasio
Il vino presenta un buon inizio di terziarizzazione, è morbido e sapido con sentori di cuoio e di cioccolato fondente, giustamente fruttato e con palesi note di gioventù. Voto 85/100
Diana, Bramaterra 2004 - Brusnengo
Tendenzialmente semplice, beverino, meno minerale degli altri vini, con buoni tannini, poco profumato e fruttato, abbastanza speziato, forse un poco molle. Voto 81/100
Sartor, Bramaterra 2002 - Brusanengo
Vino decisamente evoluto con più che buona terziarizzazione accompagnato da note fresche; spezie ed alcol elegante e morbido. Voto 84/100
La Palazzina di Leonardo Montà, Bramaterra 2001 - Roasio
Vino dall'equilibrio perfetto, propone tutte le migliori caratteristiche dell'uva Nebbiolo; senti il cacao, le spezie, i canditi, le spezie, la frutta secca e quella matura, il cuoio, la liquirizia, eccetera; morbido e suadente, a tratti austero, evoluto con amore, accattivante, è beverino pur saziando. Voto 91/100
Tenuta Monolo, Bramaterra 1985 - Roasio
Ottimo vino, si potrebbe dire perfetto! Stupiscono le note evolutive che lasciano ancora spazio alla fresca gioventù; All'inizio sembra semplice e ti fa pensare che abbia fatto il suo tempo, poi, come per incanto, s'apre e si manifesta in tutta la sua misurata eleganza ed opulenza; noti allora ricordi di pasticceria da forno, di ciliege sotto spirito, cacao, caffé, legni nobili; poi, di colpo, fuorisce inaspettato e violento il tamarindo! L'alcol di gran qualità avvolge ed ammorbidisce un vino che ti rimane nella memoria. Voto 94/100

In conclusione, una bellissima rassegna di ottimi vini, purtroppo non molto conosciuti fuori dall'ambito locale, che testimoniano e confermano le grandi potenzialità di uno dei vitigni più nobili, il Nebbiolo.