domenica 20 ottobre 2013

VIAGGIO NELLA CHAMPAGNE - 2003 - 2008

Risulta sempre interessante fare un viaggio attraverso il tempo assaggiando annate differenti, magari dedicandosi solo alle chicche della Champagne, vale a dire piccoli produttori, talvolta di nicchia.
Viaggio iniziato, e purtroppo concluso, in quel di Parma, presso l'Enoteca Cavalli.
Solo per i fuoriclasse ho ritenuto esprimere una valutazione.

Millesimo 2008
Sebbene sia un'annata da poco posta in commercio, si direbbe che sia di grande qualità, con notevoli possibilità di sviluppi futuri.

Laherte Freres, Champagne Vignes d'Autrefois Extra Brut 2008, 100% Meunier - Vallée de la Marne
Dosaggio 6 gr/l.
Da vigne piantate tra il 1947 ed il 1964, mostra spavaldo tutta la potenza del Meunier, così selvatico e dall'acidità pungente, quasi tagliente; persistenza lunghissima; affascinante, per coloro che non amano le mezze misure. Voto:90/100
Lancelot-Pienne, Champagne Grand Cru Blanc de Blancs Cuvée Marie Lancelot Brut 2008 - Cote des Blancs.
Dosaggio 7 gr/l.
Non del tutto espresso, nonostante la posizione privilegiata dei vigneti: ha poco carattere, in bocca sembra impastato, quasi appiccicoso.
Marie Noelle Ledru, Champagne Grand Cru Blanc de Noirs  Cuvée du Goulté Brut 2008, 100% Pinot Noir - Montagne de Reims
Dosaggio 8 gr/l
Potente ed equilibrato, tagliente, già ottimo ma con un futuro da urlo. Ancora una volta la Signora del Pinot Noir si conferma come un punto di riferimento per chi cerca l'eccellenza nello Champagne.

Millesimo 2007
Annata abbastanza calda e precoce, ha offerto vini pronti e di facile comprensione, non adatti a lungo affinamento.

Lamiable, Champagne Grand Cru Cuvée Les Meslaines Brut 2007, 100% Pinot Noir - Vallée de la Marne
Dosaggio 9 gr/l
Les Meslaines è una piccola vigna a Pinot Noir di circa 40 anni, che genera vini fragranti e tesi. Questo millesimato è pronto, ababstanza rotondo, equilibrato, con gradevoli note legnose.
Sadi Malot, Champagne Premier Cru Blanc de Blancs Brut 2007, 100% Chardonnay - Montagne de Reims
Dosaggio 7 gr/l
Prodotto solo in annate di pregio, non subisce la reazione malolattica. Fine e setoso, coesistono il miele ed il limone, abbastanza elegante. Piacione
Savart, Champagne Premier Cru Calliope Extra Brut 2007 - Montagne de Reims
Dosaggio 5 gr/l
Maturato in botte sui lieviti fini, malolattica bloccata, non filtrato. I sentori di legno risultano invadenti e rendono non particolarmente interessante il prodotto.

Millesimo 2006
Annata ottima, ha offerto vini armoniosi ed equilibrati, decisamente classici, capaci di durare a lungo.

J.L. Vergnon, Champagne Blanc de Blancs Grand Cru Expression Extra brut 2006, 100% Chardonnay - Cote des Blancs, Le-Mesnil-sur-Oger
Dosaggio 3 gr/l
Complesso con raro equilibrio, appena tannico; buon corpo lento ad esprimersi, bella acidità, lascia la bocca secca e pulita. Il basso dosaggio esalta le caratteristiche taglienti dovute anche al terreno gessoso.
J. Coessens, Champagne Largillier Brut 2006, 100% Pinot Noir - Cote des Bar
Dosaggio 5 gr/l
Ottimo al naso con citazioni di frutta cotta, cacao e note tostate, delude un poco all'assaggio; il legno è stato sapientemente usato e rende il tutto accattivante, anche se non entusiasmante.
Louis Brochet, Champagne Premier Cru Extra Brut 2006, 30% Pinot Noir, 30% Meunier, 40% Chardonnay - Montagne de Reims
Dosaggio 4 gr/l
Il legno usato con maestria si sposa alla raffinata eleganza ed al raro equilibrio tra le differenti componenti; spettacolare uso dei vini di riserva per uno Champagne sontuoso, eccezionale, classico e rassicurante. Voto: 93/100

Millesimo 2005
Vendemmia problematica e non molto considerata, ha tuttavia dato vini tesi ed austeri, da lungo affinamento.

Jaques Copinet, Champagne Blanc des Blancs Cuvée Mare Etienne Brut 2005, 100% Chardonnay  - Sezannais
Dosaggio 7 gr/l
Tendenzialmente sottile, quasi magro, è fruttato, con qualche incongruenza naso-bocca; citrino con note caramellose al limite della stucchevolezza.
José Michel, Champagne Grand Vintage Brut 2005, 60% Chardonnay, 40% Meunier - Vallée de la Marne
Dosaggio 8 gr/l
Ottenuto da vigne vecchie dai 50 ai 90 anni, è un vino appena troppo mielato e forse troppo dosato, poiché riempie ma non soddisfa del tutto.
Bereche et Fils, Champagne Premier Cru  Instant-Le Cran, Extra Brut 2005, 55% Chardonnay, 45% Pinot Noir, 5% Meunier - Montagne de Reims
Dosaggio 2,5 gr/l
Fermentato in fusti di legno, malolattica non svolta, 8 mesi di riposo sui lieviti, non filtrato, chiuso con tappi di sughero durante la presa di spuma ed i successivi 60 mesi sulle pupitre, sboccato a mano nel marzo 2012: una carta d'identità di tutto rispetto per un vino di rara fattura. Emozionante, equilibrato in sommo grado, tutto s'è fuso alla perfezione, è perfetto, quasi imbarazzante, non per tutti. Voto: 95/100

Millesimo 2004
Annata fine e molto equilibrata, particolarmente favorevole allo Chardonnay.

Hubert Paulet, Champagne Grand Cru 2004, 40 Chardonnay, 40% Pinot Noir, 20% Meunier - Montagne de Reims
Dosaggio 6,5 gr/l
Abbastanza elegante, citrino un po' spinto, medio-classico prodotto.
J.Charpentier, Champagne Millésime Brut 2004, 30% Chardonnay, 35% Meunier, 35% Pinot Noir - Vallée de la Marne
Dosaggio 6 gr/l
Fruttato, fresco, affinato il giusto, è ottimo vino, di facile beva perché classico ma con una punta in più. Voto: 88/100
Vincent Couche, Champagne Brut 2004, 50% Chardonnay. 50% Pinot Noir - Cote de Bars
Dosaggio 7 gr/l
Complessità ed armonia deludenti, tante cose ma non fuse tra loro

Millesimo 2003
Annata problematica per le condizioni climatiche, le vendemmie sono state precoci; poca acidità con conseguenti problemi di gestione degli zuccheri. Poche eccellenze ed altrettanti pochi produttori che hanno presentato il millesimato.

Jean Vesselle, Champagne grand Cru Prestige 2003, 70% Pinot Noir, 30% Chardonnay - Montagne de Reims
Dosaggio 7gr/l
Molto fine, il Pinot Noir si fa sentire ed esce con piacevolezza; nonostante l'annata, uno Champagne di qualità superiore. Voto 89/100

venerdì 11 ottobre 2013

MISS VINO !?

Stavo per scrivere alcune note sulla Giornata Champagne di lunedì 7 ottobre quando m'è giunta una segnalazione che mi ha lasciato, per così dire, basito: qualcuno sta organizzando, udite udite!, MISS VINO.
Sono corso a consultare il link suggerito e sono rimasto senza parole.
Le affermazioni che dovrebbero convincere ad organizzare la selezione ed invogliare a candidarsi sono un'accozzaglia di luoghi comuni che si credeva ormai archiviati.
In più, può generare sgomento soffermarsi sulle immagini: a parte quella d'apertura,


davvero inquietante con quegli svolazzi di vino rosso che ricordano pennellate liberamente ispirate a Schifano, vale la pena citare questa,
ritagliata dalla foto delle partecipanti a Miss Turchia 2013!
Poi, se si ha tempo e la curiosità ha il sopravvento, si può leggere il regolamento, che, dopo restrittive limitazioni, pone come ultima condizione  "I partecipanti saranno valutati , soprattutto per la conoscenza nel settore Vino" (art 11). Sorvolando sul non uso della desinenza femminile, visto che si tratta di miss che devono "Essere di sesso femminile sin dalla nascita" (art. 3), non si può non sottolineare che questa richiesta sia l'Ultima!
A riprova, si vedano le foto del backstage 2013, per comprendere la vera natura del concorso.
Il tutto alla faccia di chi spende una vita a sudare in vigna ed in cantina, a parlare e scrivere di vino, a diffondere il desiderio della qualità, eccetera eccetera.
Non credo che sia un atteggiamento bacchettone stigmatizzare quest'iniziativa, bensì sia un invito a smettere di dare al vino significati e valenze che non ha e non deve avere.
E come diceva Renzo Arbore tanti anni fa "meditate gente, meditate!"



sabato 29 giugno 2013

SPENDERE 168.000 $ PER UN CABERNET 2004?

Sì, lo so che la domanda è in bilico tra il provocatorio, il futile e l'imbecille, ma riesce difficile, se non impossibile, non porsela.


Penfolds, famoso oltre che storico produttore australiano, ha prodotto 12 (dodici) Ampoule di Kalimna Block 42 vendemmia 2004, da vigne piantate nel 1884 in Barossa Valley, in vendita a 168.000 Usd.
Dovìè il trucco?
Presto detto: il, anzi i contenitori, perché una bottiglia della stessa annata, eccezionale per l'Australia, è valutata 49 Usd.
Un'ampolla di vetro al borosilicato, sigillata a fuoco come una fiala farmaceutica, è posta all'interno di una scultura in vetro dalle sfumature grigie, di forma conica, separabile in due pezzi, che ricorda il peso del filo a piombo
La scultura è appesa con un filo ad un contenitore di legno proveniente da una varietà autoctona australiana (jarrah), finemente rifinito ed impreziosito da inserti di rodio (il metallo più costoso che ci sia) e tinto con aceto di vino, per acquistare un austero colore bordeaux.
Per evitare che il tutto si muova, la punta del cono vitreo è incastrata in un tastevin capovolto, realizzato, noblesse oblige, in oro e argento.
Il mobile contiene altri oggetti essenziali: il certificato d'autenticità, le istruzioni per l'apertura, una targa commemorativa, una pubblicazione che illustra il progetto-prodotto, un oggetto per aprire l'ampolla contenente il vino; quest'ultimo, realizzato in tungsteno e lega d'argento, è simile ad un trincia sigari.
Quando il proprietario dell'ingombrante manufatto decide di bere il contenuto, informa Penfolds, che invia, ovunque nel mondo, un proprio incaricato; non si sa chi paga la trasferta.

Costui separa il cono in due, estrae l'ampolla di Cabernet, con il trincia punta stacca il peduncolo di chiusura, versa il vino in un decanter ( non fornito e questa è una vera e propria piccineria da parte di Penfolds ) utilizzando il tastevin munito di filtro ( non si sa mai che qualche scheggia di vetro sia entrata nell'ampolla al momento dell'apertura ).
Poi, si beve usando bicchieri adeguati, tenendo conto che ogni bicchiere vale circa 20.000 Usd, come dire 3.000 Usd a sorso.
Peter Gago, capo enologo di Penfolds, sostiene che questa fiala sia una vera e propria capsula del tempo.
Un esemplare fa parte del museo Penfolds, 10 sono già stati venduti, uno è, sembra, ancora disponibile.
Se interessati, telefonate a Peter Gago, +61 4 407 058 862.
Qui e qui interessanti informazioni sull'oggetto in questione, qui un grazioso video. Nella stessa pagina è possibile vedere altre proposte di anni passati.
Tra parentesi, si tratta di un ottimo Cabernet Sauvignon, pluripremiato, ricco, profumato, eccetera.....
M'è venuta sete, andrò a stappare un Cabernet italiano dal costo spropositato di 28 Eu.........

giovedì 27 giugno 2013

BOLLICINE DI FRANCIACORTA

Foto Fabio Cattabiani per Consorzio Franciacorta
Ho avuto l'opportunità di partecipare di nuovo alle commissioni che selezionano i Franciacorta per una guida ai vini.
Mi piace riportare alcune considerazioni, condivise dagli altri degustatori.
Sono state aperte circa 300 bottiglie  in forma del tutto anonima delle tipologie Brut, Riserva, Millesimato, Satèn, Rosato.
Si direbbe che i Brut, anche nella versione Riserva, abbiano subìto una lieve perdita di finezza e non abbiano le qualità alle quali ci avevano abituati; un diffuso eccesso d'acidità citrina ha accompagnato strutture non entusiasmanti, spesso rese precarie da presenze imbarazzanti di anidride carbonica.
In tutta sincerità, risulta difficile comprendere perché non siano stati curati maggiormente, dal momento che costituiscono il biglietto da visita del Franciacorta, tenendo conto del prezzo al pubblico e della larga disponibilità nei punti di vendita, sia che si tratti di enoteche sia della GDO; ritengo che sia una scelta di mercato opinabile spingere in tal modo all'acquisto dei millesimati, che in genere sono apprezzati maggiormente dai consumatori evoluti. Millesimati che costituiscono una porzione limitata della produzione franciacortina e che spesso sono offerti a prezzi di tutto rispetto.
Il Satèn deve ancora trovare la propria identità: ogni produttore lo interpreta a modo suo - e ciò è non solo un bene ma è anche auspicabile - ma manca un'immagine d'insieme che lo caratterizzi, che confermi i motivi della sua nascita anni fa, che, in definitiva, rassicuri il pubblico. Spiace dover ricordare con nostalgia i blanc des blancs di un tempo, così croccanti e delicati, sottili ed appaganti.
Diascorso analogo può essere fatto per la tipologia rosato, ove la presenza del Pinot Nero è stato arduo individuare, sia per certi colori improbabili sia per le sensazioni organolettiche.
In conclusione, si può affermare che le delusioni sono state più numerose dei momenti di puro entusiasmo,  appannaggio di poche Aziende
che si sono confermate nel tempo costanti e di alto livello.
Però, tutto ciò non deve far disperare, perché certamente la Franciacorta saprà ritornare agli antichi fasti, magari tenendo in maggior considerazione il ruolo guida che si è data.

lunedì 20 maggio 2013

7 SAUTERNES

Entusiasmante, oltre che istruttiva, una serata di degustazione che ho guidato a Bologna: sette Sauternes di annate e produttori differenti assaggiati insieme a 120 persone.
In sequenza:

  • Château Rayne Vigneau 1er Grand Cru Classé 2007
  • Château Doisy Daëne (Barsac) 2006
  • Château Coutet (Barsac) 1er Grand Cru Classé 2003
  • Château De Malle 1996
  • Château D'Yquem Premier Cru Supérieur 1996
  • Château Rieussec 1er Grand Cru Classé 1996
  • Château Lafaurie Peyraguey 1er Grand Cru Classé 1987
Tutti d'alta classe, hanno fornito una panoramica abbastanza esaustiva della tipologia e delle sottili differenze dovute sia all'età sia ai terreni di provenienza.  Senza alcun dubbio alcuni erano ancora troppo giovani, ma hanno in ogni modo affascinato, come lo Château Rayne Vigneau 2007 e lo
Château Doisy Daëne 2006, nei quali la freschezza agrumata non era stata ancora affievolita ed arrotondata dal passare del tempo.
Château Coutet 2003 ha testimoniato le difficili condizioni climatiche dell'annata, che però sono state gestite con maestria, limitando le sensazioni "marmellatose" e salvaguardando le ancora percepibili note di gioventù.
Château De Malle 1996 è stato l'inizio del viaggio emozionale: pieno, grasso, burroso, profumato, equilibrato  in tutte le sue componenti, con quella nota di botrytis misurata che si ha solo nei grandi Sauternes.
Confrontare Château D'Yquem 1996 con Château Rieussec 1996 è stato interessante ed ha provocato un gradevole dibattito: Wine Spectator ha definito Rieussec come "miglior vino del mondo 1996", ma la stragrande maggioranza dei convenuti non è stata d'accordo, preferendo di gran lunga Yquem. Sono certo che non si sia trattato di una sorta di timore reverenziale, ma semplicemente di un'analisi approfondita e consapevole; la completezza e raffinatezza d'Yquem sono state schiaccianti.
Il finale con Château Lafaurie Peyraguey 1987 è stato il giusto coronamento di una sequenza che rimarrà nella memoria dei partecipanti.