venerdì 26 giugno 2009

COSA NON SI FA PER IL VINO ...

Nuove possibilità offerte dalla porta USB ......

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giovedì 25 giugno 2009

ANFORE E ...ANFORE

Reduce da una visita ad alcuni vignaiuoli del Collio Goriziano e del Carso, ho potuto confrontare vini prodotti con l'uso delle anfore in terracotta con gli stessi ottenuti secondo i metodi tradizionali.
Avevo già scritto di questo tipo di assaggi, in occasione dell'edizione 2008 di Vini Veri.
I risultati sono interessanti ed entusiasmanti, anche se si deve riconoscere che occorre una buona esperienza degustativa ed un'altrettanta estesa memoria olfattiva per apprezzarli appieno.

I vini che hanno conosciuto le anfore hanno sviluppato sentori ai quali spesso non siamo abituati e che talvolta siamo portati a considerari estranei al vino, se non addirittura difetti.

Chi utilizza questi contenitori segue generalmente le direttive dell'agricoltura naturale, biologica, talvolta biodinamica: non desidero addentrarmi in un campo che da poco ho iniziato ad affrontare, perciò mi astengo da esprimere giudizi che esulino dalla pura degustazione, poiché risulterebbero poco approfonditi affrettati. Necessito di ulteriori incontri con i produttori per comprendere tutti gli aspetti di questo antico modo di fare il vino, alla luce delle conoscenze odierne.

Mi è stata segnalata una notizia curiosa, comparsa sul blog "Spume": in California un produttore ha iniziato a vinificare utilizzando anfore, ispirandosi all'opera di Josko Gravner, ma realizzate in cemento.
Incuriosito, ho cercato il sito del produttore, francese, ed ho scoperto cose sconosciute ai più; il sito è esaustivo, per certi versi sorprendente e ludico: ne consiglio la visione.

Mi attiverò per poter degustare i vini che sono "nati" in queste uova.

Anfora in cemento disegnata secondo le proporzioni auree Josko Gravner e le "sue anfore" di terracotta georgiane

mercoledì 24 giugno 2009

UNA BUONA NOTIZIA

Riporto il comunicato ufficiale del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali riguardo alla produzione del vino rosato:

“Ha vinto la tradizione, hanno vinto i produttori, ha vinto la collaborazione fra Italia e Francia, unite a difesa di un vino, il rosato, che non potrà mai essere ottenuto da una semplice miscela”.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestale Luca Zaia commenta così i risultati della riunione del Comitato di gestione che, oggi, ha espresso il suo
parere favorevole alla proposta di Regolamento sulle pratiche enologiche, nella
versione in cui non viene consentito di ottenere vino rosé miscelando vino
bianco e vino rosso.
Tale versione consegue agli sforzi messi in campo dall’Italia e dalla Francia, per modificare l’approccio iniziale della Commissione Europea, che aveva invece incluso tale possibilità nel regolamento.
Le regole entreranno in vigore dal primo di agosto prossimo e salvaguarderanno in pieno la tradizionale produzione di vino rosé senza esporla alla concorrenza di prodotti ottenuti da una semplice miscela.

Ha vinto il buon senso, oltre che la Tradizione. Non possiamo che gioire ed unirci ai produttori, consumatori ed appassionati in un unico, grande brindisi, alzando calici, è ovvio, di vino rosato!