sabato 11 ottobre 2008

GIORNATA DELLO CHAMPAGNE 2008

Trovarsi al cospetto di più di centocinquanta champagne può intimorire o generare sentimenti d'impotenza, poiché sarà impossibile assaggiarli tutti nell'arco di poche ore con la necessaria, e doverosa, attenzione.
Sotto la suggestiva volta paleoindustriale del Palazzo del Ghiaccio di Milano, alla Giornata Champagne 2008 organizzata dal Centro Informazioni Champagne, emanazione italiana del CIVC - Comité Interprofessionel du Vin du Champagne - queste sensazioni si sono manifestate con gradevole prepotenza e ci hanno obbligato a compiere delle scelte.
Lunedì 6 ottobre s'é deciso di concentrarsi solo sui vini che avevano almeno 10 anni d'affinamento in bottiglia, salvo alcune eccezioni: scelta opinabile, non c'è dubbio, ma utile per comprendere come i produttori affrontino il delicato argomento della maturazione in vetro.

I vini degustati:

  • Bruno Paillard - Millésimé 1996: buona maturazione, acidità equilibrata, lunga ed avvolgente persistenza. 91/100
  • Champion Roland - Special Club de Blanc de Blancs Grand Cru 1999: lo chardonnay esce prepotente, unito a spiccate sensazioni agrumate; l'anidride carbonica sviluppata può risultare eccessiva e non particolarmente gradevole. 88/100
  • De Castelnau - Blanc de Blancs 1998: complesso e ricco, con note raffinate di tostatura e di idrocarburo; rimarchevoli le citazioni di caffé e di cacao, accompagnate da un'imprevedibile liquirizia. 94/100
  • De Saint Gall - Cuvée Orpale Grand Cru Brut 1996: vino superbo, strutturato e già maturo, dona sensazioni fruttate e finemente agrumate, accompagnate da appena percepibili note d'ossidazione; il Rosé aveva impressionato, ma questo millesimato ha entusiasmato. 92/100
  • Fleury - Rosé: vino austero e vinoso, sapido e di raro equilibrio, grazie alla perfetta fusione delle componenti acide con quelle tanniche; elegante e di tutto rispetto. 92/100
  • Françoise Bede - Robert Winer 1996: il pinot meunier, qui intorno al 75/80 %, si fa sentire, conferendo eleganza e morbidezza; la coltura biodinamica aggiunge note fruttate e lievemente ossidative, arricchite da fuggevoli sensazioni legnose dovute alla lavorazione compiuta totalemente in barriques. 93/100
  • Henriot - Cuvée des Enchanteleurs 1995: al naso presenta ricchezza e complessità, che in bocca si propongono in tono minore; vino di grande struttura, anche se ha un poco deluso. 89/100
  • Jacquesson - Rosé Brut 1997: il 25% di pinot nero conferisce note tanniche sorprendenti che fanno di questo vino un rosé elegante, sottile ed insinuante; sapido e ricco, equilibrato e suadente, appena vinoso, amarotico, netto e con tendenza al vellutato. 94/100
  • Lanson - Gold Label Vintage 1998: di media complessità e tutto sommato deludente, con note eccessivamente saline. 84/100
  • Pol Roger - Brut Vintage 1999: ricco e decisamente corposo dalla ruvida personalità dovuta alla tannicità, tuttavia equilibrata e gradevole; le sensazioni agrumate e di lievito s'accompagnano a note di liquirizia sorprendenti. 90/100
  • Vilmart - Grand Reserve Premier Cru: maturato per 10 mesi in grossi fusti di rovere e almeno due anni sui lieviti, composto da pinot nero al 70% e Chardonnay al 30%; abbastanza elegante e fruttato con finale amarotico. 83/100
  • Vilmart - Grand Cellier D'Or Premier Cru 1991: l'80% di chardonnay si fa sentire in tutta la sua pienezza; lavorato interamente in barriques, riposa sui lieviti per 4 anni; grasso ed opulento, tuttavia sottile, manifesta l'inizio della parabola discendente: 91/100

1 commento:

Montalcino Report ha detto...

Deve essere stata un'esperienza unica. Come hai detto tu per capire come i produttori di champagne si pongono nei confronti di un lungo periodo in bottiglia.
Grazie per averla condivisa con i lettori!!