sabato 3 aprile 2010

PICCOLO E' BELLO


Ristorante
Di Cotte e Di Crude - Asticeria
Via Porro Lambertenghi 25, Milano
Tel. 02 6688 455
Chiuso domenice e lunedìPrenotazione necessaria

Nel quartiere Isola, in veloce ed inarrestabile trasformazione all'insegna della movida milanese, una piccolissima - solo 12 posti! - oasi di pace, un minuscolo tempio dedicato ai frutti del mare, crostacei d'eccellenza, soprattutto.
Entri e sei accolto da Paolo Arrigoni, che da solo assolve tutti i compiti, dal cuoco al maitre di sala; cordiale e disponibile, illustra il menu e consiglia i vini di una carta esigua ma ben equilibrata; forse dovrebbe incrementare il numero degli Champagne, ideali vini per il suo tipo di cucina.
Ad una parete fa bella mostra un'acquario con acqua salata ove indolenti attendono il loro turno granchi canadesi di ragguardevoli dimensioni, astici del Tirreno e di altri mari, aragoste.
Se per caso non c'è molta gente, come ci è capitato fortunatamente, permettigli d'illustrarti le differenti caratteristiche e qualità di ogni crostaceo: ti farai una cultura, scoprirai molte cose e lo farai felice.
Sì, perchè questo giovane artigiano dei fornelli, che si definisce autodidatta e che ha il cucinare nel DNA, possiede una larga e profonda conoscenza del mondo marino e d'acqua dolce, affonda le proprie tecniche di preparazione nella storia della cucina italiana; ti sorprenderà raccontandoti antiche usanze o insospettabili aspetti del commercio del pesce nel Nord Italia nei tempi passati. Paolo è milanese, con frequentazioni lacustri, dalle quali ha trovato ispirazione e stimoli per valorizzare i prodotti che cucina, con estremo rispetto, attento a non sovrapporsi a ciò che la natura fornisce; ma la meticolosità non si ferma ai crostacei, s'allarga fino a coprire gli olii, tutti extravergine di oliva, di differente provenienza e artigianali, i sali provenienti dal vasto mondo, le verdure, gli aromi.Nel suo minuscolo regno, insomma, conduce la sua battaglia sotto le insegne della qualità e del rispetto per i prodotti naturali e genuini.

Un piccolo pre-antipasto di bottarga di muggine a fettine con gocce d'olio del Garda prepara ad accogliere una delle specialità della casa: il crudo con canocchie dell'alto Adriatico, scampi del Tirreno e gamberi rossi di Sicilia; si può definire "specialità" perchè la scelta rigorosa della materia prima è la caratteristica saliente e nobilitante.
La dominante dolciastra si stempera nel sottile amaro, la succulenza appaga e si colgono i sapori di un mare lontano, macchiato dal rosso violento dei gamberi. Voto: 92/100

A seguire, ci siamo fatti sedurre da un granchio canadese e da un astice del Tirreno, pescato nella zona che va dall'isola d'Elba al golfo di La Spezia, che abbiamo scoperto essere un paradiso culinario per questo genere di crostaceo. Serviti secondo la ricetta Catalana alla Viareggina, hanno regalato tutta la loro succulenza e delicatezza, accompagnati da un imponente e variata offerta di verdure fresche condite con olio extravergine di oliva profumato. Erbe aromatiche, gocce di aceto sopraffino, grani di sale esotico hanno appagato il palato. Voto: 92/100

La scelta dei dei dessert lascia un poco a desiderare, troppo influenzata dai gusti personali del cuoco: manca una preparazione che lavi la bocca dai residui organolettici e tattili del pesce.

In apertura, abbiamo ordinato un ottimo Metodo Classico Brut di Bonci, annata 2004, sboccatura 2008; il verdicchio in purezza ha mantenuto le proprie caratteristiche, come l'alcolicità e la vena amara, appena smorzata da una punta di dolce; con bollicine più da metodo Martinotti che Classico, ha comunque offerto sensazioni minerali e fresche, fruttate e delicate; assai beverino, non ha un gran corpo, ma va bene così!
Con sorpresa ed in modo meraviglioso s'è accostato alle sottili fettine di bottarga di muggine, esaltandone l'amaro e la sensazione "marina". Voto: 85/100

Poi, abbiamo desiderato rivisitare lo Champagne Ayala Brut Nature, vale a dire a dosaggio zero, di Ay, sboccato nell'ottobre del 2008; la permanenza in bottiglia non sembra aver affinato più di tanto il vino, salvo averlo arrotondato; si tratta di uno Champagne semplice, senza particolari doti di corposità, fruttato, speziato, leggermente affumicato, fresco e appena mentolato, con predominanti note tipiche dell'uva chardonnay; uno Champagne gradevole, più da aperitivo che da pasto, seppure con crostacei e/o pesce. Voto: 85/100

Una serata estremamente gradevole, grazie all'affabilità di Paolo, che s'è trattenuto a lungo a discutere di cucina, vini, della propria storia e del personale modo d'intendere l'arte dei fornelli, che ci ha trovati in sintonia.


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